mercoledì 13 novembre 2013

[PENSIERI] Ma dove vanno a finire i nostri abiti usati?

(Finalmente) è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e fare il cambio degli armadi, quello serio, che il caldo anomalo di questi primi mesi autunnali, che sta(va) mettendo a dura prova la mia sopportazione, sembra voler lasciar posto a temperature consone al periodo. In barba a chi come me con il primo freddo di inizio Ottobre aveva già rivoluzionato l'armadio e da un mese e mezzo si arrovella per cercare di capire come vestirsi!
Passando quotidianamente davanti al cassonetto della Caritas posizionato sulla via di casa, negli ultimi giorni mi è spesso capitato di trovarlo strapieno di fagotti e sacchetti, riempiti di abiti che sperano di ottenere una nuova vita.
In casa mia fortunatamente quella del "donare gli abiti che non si usano più ai meno fortunati" è sempre stata come una tradizione, insegnata sin da piccoli: ad ogni cambio di armadio si trova sempre qualcosa da eliminare, perché l'età  per indossarli è passata, perché il fisico è cambiato, perché l'armadio sta scoppiando, perché semplicemente non ci piace più o "ha fatto il suo tempo"!


Con il consumismo che ci divora e la quantità enorme e spropositata di abiti che ognuno di noi ha nell'armadio è facile che i nostri abiti siano sempre in buono stato, anche nel momento in cui decidiamo di salutarli.
Così, se da piccoli donavamo direttamente alle suore sapendo che i vestiti andavano a buon fine, col passare degli anni abbiamo riempito cassettoni e cassettoni di latta, che fossero bianchi o gialli non importa, con il costante dubbio del "ma dove andranno a finire questi vestiti"?
Ho trovato nei meandri di questo curioso posto che è internet ho pescato il servizio del TG3 che vi metto qui sotto, che fa un po' di luce sulla questione e personalmente mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo, se fossero gestite tutte in questo modo le raccolte sarei veramente felice, perché è una cosa che funziona ed un nostro piccolo gesto può aiutare, come vedrete tanta gente!


Ricordate di mettere sempre vestiti in buono stato (io li lavo sempre e li ripongo piegati nei sacchetti, che poi chiudo al meglio), quelli impresentabili buttateli nell'indifferenziata. Controllate bene che sul bidoncione ci sia ben specificato chi si occupa della raccolta ed evitate quei bidoni più nascosti o meno sorvegliati, così che siano meno soggetti a furti e manomissioni da parte di persone dalle dubbie intenzioni!
E donate, non buttate, non tenete ad oltranza, aiuterete qualcuno (pensate anche alle persone in difficoltà che lavorano di questa attività) e minimizzerete i rifiuti indifferenziati che sappiamo essere i più difficili da smaltire!
Vi invito inoltre, come farò io, a contattare direttamente chi si occupa della raccolta per avere informazioni dirette sulla loro attività, perché informasi può solo che arricchirci e spesso, sembrerà strano, basta chiedere!

EDIT Agosto 2017: il video del TG3 non è più accessibile purtroppo. Il servizio spiegava in maniera esaustiva come della raccolta degli abiti si occupassero persone in difficoltà, che li recuperavano dai bidoni e poi selezionavano tra quelli riutilizzabili (rivendibili a peso) e quelli invece da riciclare. Quelli riutilizzabili venivano sterilizzati e rimpacchettati per essere rivenduti, quelli da riciclare divisi per tipologia di tessuto e mandati negli impianti adibiti. In questo modo persone che altrimenti avrebbero serie difficoltà ad inserirsi in un contesto lavorativo godevano di un lavoro retribuito e sostenuto dalla stessa solidarietà di chi decideva di donare i propri capi. Non ricordo la città, ricordo però che in quel servizio si parlava di 13 persone che grazie a questo "circolo" godevano di uno stipendio. Purtroppo sappiamo, sono cronache ormai note, che dietro questo business spesso si inseriscono interessi di altro tipo. La speranza è che siano casi isolati e che il bel gesto di chi dona un abito si traduca effettivamente in un'opera di solidarietà. 




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